Con la testa a 4.165 m di quota!

Ebbene sì, quel giorno ferveva in me uno spirito da Reinhold Messner in erba che mi spinse ad una quota sconosciuta al mio apparato respiratorio. Intendiamoci… non che fosse la prima volta che indossavo gli scarponi, le mie gambe o meglio, i mie piedi sono avvezzi a questo tipo di calzature che sembrano sbarcare direttamente dalle passerelle della Milano Fashion Week! 😉 Scherzi a parte, la montagna è una delle mie grandi passioni; da piccina, complici le lunghe estati passate insieme alla nonna sperduta là sui monti, immaginavo di essere Heidi e scorazzavo per valli e prati d’or indossando sempre i miei fedeli scarponcini. Questa abitudine mi è rimasta e, appena posso, inforco gli scarponi e via “verso l’infinito e oltre”!

Bando alle ciance… questa volta ad accompagnare il mio passo cadenzato per arrivare all’agognata vetta non c’era Peter, nemmeno la bianca capretta ma un baldanzoso e temerario compagno di sgambate, il caro suocero.

Ripensandoci… l’unico complice che può svegliarsi alle 5:00 del mattino e fare in giornata (andata e ritorno) la “normale” dal Plateau Rosà resta lui! Normalmente, chi è meno temerario, può trovare un punto d’appoggio al Rifugio Teodulo – Rifugio Guide del Cervino.

A noi però le cose semplici non piacciono quindi decidiamo di lasciare le braccia di Morfeo ben prima del canto del gallo e ci mettiamo in auto con una tempra forse dettata da un livello di cortisolo fuori dal comune. Arrivati a Cervinia dopo 2 ore d’auto, indossiamo gli zaini e via sulla funivia, l’unico mezzo di trasporto automatizzato previsto per la giornata.

Arriviamo al Plateu Rosà verso le 8:40 e decidiamo, prima di inforcare i ramponi da neve, di rimpinguare le nostre scorte idriche con una bella tazza di the fumante.

Pronti? Via, si parte… unico mezzo di locomozione? Le proprie gambe! 🙂

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Eccoci arrivare, passo dopo passo al Breithorn Occidentale (4.165 m) e poi, con la riserva inserita, su quello Centrale (4.159 m)!

Cosa si prova ad arrivare in cima? Una gioia indicibile! I miei primi 4.165 m.s.m …la mia prima camminata in cresta! Il bello del trekking ma soprattutto dell’alpinismo è che una volta arrivati alla meta tutta la fatica viene ripagata dal panorama, dal silenzio e dall’immensità di ciò che ti circonda. Sei tu, solo con i tuoi pensieri che in quei momenti si riallineano e tutto torna ad avere un senso, tutto sembra avere un valore e tutto sembra trovare pace.

Spero che questo post vi sia piaciuto… non bisogna essere amanti della montagna per apprezzarne la bellezza e la maestosità!

Vi lascio con una frase di J. Whittaker che mi piace ricordare spesso!

“Non dominerai mai la montagna, ma durante la scalata imparerai a domare te stesso”.
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