A zonzo tra Provenza e Camargue

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Alla fine è sempre così … con l’inizio di agosto la voglia di rallentare i ritmi e concedersi momenti di spensieratezza e relax prende il sopravvento accompagnandosi alla smania d’intraprendere un nuovo viaggio alla scoperta di luoghi ed abitudini sconosciute ai tuoi occhi.Come ogni anno, la mente vaga verso mete oltreoceano. Quale sarà la nostra destinazione vacanziera? Indonesia, Messico, Laos ? No… la nostra scelta quest’anno ricade su confini europei altrettanto entusiasmanti!

La curiosità che anima Dora, la piccola esploratrice, sembra che quest’anno si sia impadronita di me e, con incredibile foga, mi metto a programmare il “tour de force” che scandirà il nostro prossimo viaggio! Eccomi aprire giusto quelle quattro guide di viaggio riesumate dalla libreria di casa et voilà… il gioco è fatto, si parte!!!

Inutile dirvi quanto bello sia il litorale ligure di ponente con il sole a picco ed i riflessi cristallini del mare. A circa 40 km da Bordighera ecco che raggiungiamo la nostra prima tappa: il magnifico ed arroccato paesino di Eze che ci accoglie con un cielo nuvoloso. Ma le nubi non ci fermano: siamo in ferie, è Agosto e noi abbiamo “l’estate addosso”!

Eccoci inerpicare per le ripide stradine di questo piccolo comune della Costa azzurra le cui strade, tempi orsono, furono percorse dal filosofo Nietzsche.

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Passeggiamo per le pittoresche viuzze perdendoci tra negozietti artigiani, gallerie d’arte di pittori emergenti locali mentre nell’aria aleggia il tipico profumo estivo dei gelsomini in fiore.

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Dopo la splendida visita al giardino esotico (se siete amanti delle piante grasse come lo sono io non potrete perdervelo) ripartiamo per la nostra nuova meta… la Camargue!

Arriviamo verso sera a Sainte Marie de la Mer. Dopo esserci sistemati in un grazioso B&B qualche km fuori dalle rotte turistiche principali, instancabili come siamo e sprezzanti della calura estiva, ci dirigiamo verso la cittadina marittima dove ci gustiamo un eccellente aperitivo di ostriche e vino bianco frizzante. Il dopocena decidiamo di trascorrerlo sul lungomare, godendoci il tramonto estivo.

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Di buon mattino, freschi e riposati per affrontare nuove avventure, ci dirigiamo verso il Parco naturale della Camargue, un’area naturale protetta sul delta del Rodano. Saliamo a bordo del Tiki III http://www.tiki3.camargue.fr/ il cui imbarco si trova a circa 2 Km da Sainte Marie de la Mer. Vicino alla biglietteria posteggiamo nel comodo parcheggio gratuito pronti a goderci il dolce cullare del battello lungo le rive del Piccolo Rodano. Dopo pochi minuti di viaggio ecco che siamo immersi in una natura selvaggia tra rive di salicornia, aironi, cavalli e tori domati ed accuditi dai folcloristici mandriani.

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Dopo aver visitato la cittadina di pescatori di Aigues Mortes, nella regione della Linguadoca-Roussillon, verso sera stanchi, accaldati ma felici ci dirigiamo verso Le Salin de Giraud, le più grandi saline d’Europa, per osservare il tramonto. Speriamo di essere fortunati a tal punto da vedere i fenicotteri rosa tanto decantati. Quello che si presenta ai nostri occhi è un paesaggio aspro, desertico ma incredibilmente magnifico.

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L’indomani il nostro tour prosegue verso Arles. Tappa obbligatoria al tipico mercato locale dove ci  immergiamo in una miriade di colori e profumi. Qui troviamo i più disparati prodotti locali: deliziosi profuma cassetti alla lavanda, saponette, formaggi caprini, sott’oli e salsine, verdure e frutta a Km0 fino ai prodotti da forno (ci innamoriamo della ficelle, una imitazione della classica baguette ma molto più sottile e croccante).

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Dopo pranzo ci incamminiamo per andare ad osservare il famoso “Cafe La nuit”, dipinto da uno dei pittori da me più amati, Van Gogh.

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Le nostre inesauribili energie ci portano a sfidare la calura estiva e, dopo aver parcheggiato al punto informazioni di Saint Rèmy, eccoci percorrere il tragitto che ci porterà alla Maison de Santé di Saint-Paul-de-Mausole (http://www.saintpauldemausole.fr/), un vecchio convento convertito in ospedale psichiatrico a Saint Rèmy de Provence, distante circa 20 km da Arles, dove Van Gogh fu ricoverato nel momento in cui iniziò a soffrire di attacchi di panico ed allucinazioni.

Tutt’oggi l’ospedale ospita dei malati curati con l’arteterapia: lungo tutto il portico e sulle pareti della scalinata che conduce alla stanza di Van Gogh, si possono osservare infatti diversi dipinti realizzati dai pazienti della Maison de Santè.

Arrivati all’ex convento percorriamo la stradina immersa in un uliveto che conduce all’entrata dell’edificio. Una volta entrati ripercorriamo i vialetti del giardino percorsi a suo tempo dallo stesso Van Gogh.Entriamo nella sua stanza e rimaniamo senza parole: il letto, lo scrittoio, la sedia, la finestra da lui dipinti erano lì, davanti a noi … inutile spiegarvi l’emozione!

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Il nostro viaggio continua ed il giorno successivo ci vestiamo preferendo scarpe comode ed indumenti scuri. Siamo diretti verso il Sentiero delle ocre a Roussillon.Questo angolo del Luberon è un tripudio di colori. Il rosso, l’arancione e l’ocra che caratterizzano terre e rocce della valle, si stagliano su un cielo azzurro che fa da cornice.Percorriamo senza difficoltà il breve sentiero, driblando signore in tacco 12 e gonne bianche tinteggiate dalla caratteristica terra d’ocra.

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Dopo aver passeggiato per il magnifico sentiero, decidiamo di visitare il grazioso paesino di Roussillon e fortuna vuole che proprio quel giorno sia giorno di mercato. Girovaghiamo tra spezie, monili, cappelli in paglia e saponette al profumo di lavanda e, dopo un immancabile acquisto, ci dirigiamo verso la nostra penultima tappa.

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Arriviamo nella città dei Papi verso le tre del pomeriggio. Quella che ci si presenta è una maestosa Avignone con cinte murarie ancora ben conservate che richiamano il suo passato di città/fortezza. Visitiamo Notre Dame des Doms ed il suo immenso giardino che ci dà un po’ di tregua dal soleggiato pomeriggio estivo.

Dalle alte mura del giardino osserviamo il Ponte di St. Benezet la cui storia è avvolta nel mistero. Si narra infatti che nel 1177 un giovane di nome Benezet, si presentò davanti al vescovo della città dicendogli che era stato prescelto da Dio affinché convincesse il popolo a costruire un ponte sul Rodano. Il vescovo sfidò il ragazzo concedendogli la costruzione del ponte solo se fosse riuscito a trasportare una pietra enorme sulle spalle e gettarla nel fiume. Il ragazzo così fece e da quel momento in poi la leggenda narra che ogni papa che vi transitò negli anni successivi, si fermò dinnanzi al ponte a pregare.

A circa 30 minuti d’auto d’Avignone raggiungiamo la nostra ultima tappa della giornata: il Pont du Gard, un ponte romano con 2000 anni di storia. E’ il ponte antico più alto del mondo con i sui 49 metri di altezza. Composto da tre ordini di archi sovrapposti rappresenta un capolavoro considerando i limitati mezzi dell’epoca. Ci sorprende il suo incredibile stato di conservazione che lo rende l’unico esempio di ponte risalente all’antichità ancora esistente. Dopo avere visitato il museo (http://pontdugard.com/it) che espone bene tutte le tecniche meccaniche ed architettoniche usate per la realizzazione, ci accomodiamo ai piedi del ponte desiderosi di osservare il tramonto e l’incredibile gioco di luci che rende questo capolavoro architettonico ogni istante diverso.

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Ecco che si avvicina ahimè la partenza… ma abbiamo ancora 24 h e l’ultimo giorno del nostro incredibile viaggio in terra francese lo trascorriamo facendo trekking sulle cime delle gole del Verdon (Gorges du Verdon). Sfidiamo i sentieri sdrucciolevoli per poi, una volta in cima goderci, con la tipica calma vacanziera, un rigenerante picnic in mezzo alla natura ma, soprattutto, questo magnifico panorama.

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Grazie per avermi seguito in questo mio viaggio, vi aspetto con il prossimo post! 😉

 

 

 

 

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